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The Sims 4 Star Wars: Viaggio a Batuu – Recensione

The Sims 4 Star Wars: Viaggio a Batuu – Recensione

Si ringrazia Electronic Arts per averci fornito gratuitamente un codice del Game Pack. #GrazieEA #PresentedByEAGameChangers

L’8 settembre è stata pubblicata la più recente esperienza di gioco aggiuntiva per The Sims 4, riassunta da un titolo assai prolisso quale Star Wars: Viaggio a Batuu Game Pack. Certo è che se il destino dei pacchetti di The Sims fosse in mano alla discrezionalità dei giocatori, senz’ombra di dubbio l’intesa tra le due celebri saghe finirebbe dritta nella sala dell’infamia. Desiderosa di vedere le sue storiche istanze venir realizzate una volta per tutte, la community ha infatti mal recepito, o per meglio dire severamente respinto, l’ultima proposta di casa Maxis ed Electronic Arts.

Certamente non mancano i precedenti di uscite passate che hanno destato così tante polemiche da risultare decisamente polarizzanti, ma in questo caso l’impressione è che i detrattori prevalgano numericamente su chi invece preferisce concedere una possibilità. Saranno comunque i dati di vendita a definire inequivocabilmente l’accoglienza riservata a questo DLC.

In ogni caso, al di là delle circostanze in cui è stato presentato al pubblico, il Game Pack sarà all’altezza dei due marchi di cui porta il nome? Scopriremo in questa recensione se The Sims 4 Star Wars: Viaggio a Batuu è da ritenere contenutisticamente valido o meno.

Nuove parti del Crea un Sim

Questa sezione è probabilmente quella per la quale spenderemo il maggior numero di complimenti, il che la dice lunga su cosa ci aspetterà in seguito. All’ingresso nel Crea un Sim notiamo presto una quantità visibilmente cospicua di nuovi elementi che se sommati totalizzano la cifra di settantotto pezzi solo per gli adulti, spiccatamente superiore all’offerta di qualsiasi altro Game Pack. Solo una parte di essi è resa disponibile fin dal principio, mentre l’accesso al resto dev’essere guadagnato svolgendo le missioni sul pianeta Batuu. In tal senso, fa piacere constatare come il sistema di sblocco degli abiti ricompensa stia venendo sfruttato anche all’infuori delle attività di maglieria.

Fortunatamente anche i bambini hanno ricevuto la propria quota di rappresentanza. Qui il livello di generosità è stato tale che in mezzo alla sfilza di pettinature ed abiti per adulti riadattati su misura c’è stato pure spazio per un paio di vestiti dedicati (la frase potrebbe contenere tracce di sarcasmo).

L’opera di caratterizzazione è poi osservante dei canoni stilistici tipici dell’universo di Star Wars. Beh, a dirla tutta la nostra imperizia sull’argomento ci impedisce di stabilirlo con certezza, ma grossomodo gli indumenti della raccolta ci paiono in linea col vestiario indossato dai personaggi dei film, stando alle immagini sparse che ci è capitato di vedere. E chissà che non arrivi l’occasione di poter sfruttare alcuni dei capi d’abbigliamento anche nelle situazioni di vita quotidiana.

Tuttavia, è quando ci rechiamo nella categoria “Copricapi” che ci imbattiamo nel primo dettaglio inaugurale della parte scadente di questo pacchetto: gli abitanti alieni di Batuu non sono altro che banali Sims a cui sono stati applicati dei modelli di corpo speciali, che per di più non arrivano a coprire neanche il busto e le cosce, nella presunzione che tale inestetismo sarebbe stato occultato dal vestito indosso in quel momento. Nessuna peculiarità nei comportamenti o nelle capacità di queste popolazioni dunque, e una simile mancanza fa calare a picco l’interesse nei loro confronti.

Nuovi oggetti

L’abbondanza ha investito allo stesso modo l’assortimento del catalogo compra/costruisci, che con i suoi centodiciannove articoli inediti può vantarne l’ammontare più numeroso nella categoria dei Game Pack. D’altro canto è ragionevole pensare che senza il consistente apporto della sezione decorazioni, in forte sovra-rappresentazione, non si sarebbe mai potuto arrivare a quel totale.

Quando si sceglie di incentrare un pack su una tematica così settoriale, come in questo frangente, si rischia di adottare delle impronte stilistiche poco prone ad essere utilizzate in contesti d’arredo generalizzati. E difatti il tono fantascientifico conferito agli oggetti, che contempla forme insolite, è a nostro parere uno dei meno versatili che si siano mai visti in un’estensione di The Sims 4. È dunque improbabile che, ad eccezione delle piante e delle pavimentazioni in roccia, gli arredi verranno sfruttati dai giocatori al di fuori di costruzioni a tema Star Wars.

Nuovo scenario: Batuu

In un primo momento può apparire difficile comprendere una scelta progettuale che ha preferito Batuu ad ambientazioni più iconiche e rappresentative della saga di Guerre Stellari, come Tatooine o Endor. In realtà è semplice: evidentemente si è presentata l’opportunità di fare della pubblicità al parco divertimenti Galaxy’s Edge di proprietà della Disney, che tra le altre cose è anche detentrice dei diritti di Star Wars. Lo scenario implementato infatti non è altro che una fedele riproduzione del suddetto parco tematico a Disneyland, sicuramente realizzata in virtù di un accordo tra Electronic Arts ed il colosso dell’intrattenimento.

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Ciò fa inoltre luce sulle ragioni dietro alla mancata presenza di lotti interamente modificabili all’interno del piccolo pianeta. Gli unici tre presenti, uno per ogni distretto, sono quasi nascosti in quanto non segnalati nella mappa e personalizzabili solamente attraverso un trucco; e in ogni caso non possono destinati ad usi differenti (come un parco o un ristorante) da quello predefinito. Supponiamo che a porre una stretta ai margini creativi siano state le volontà di Disney, interessata a preservare l’aspetto originario della location. Se così stessero le cose, allora sarebbe davvero triste pensare che un gioco fondato in gran parte sulle ampie possibilità di personalizzazione possa essere ridimensionato su questo piano per simili convenienze.

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Non neghiamo di riconoscere che Batuu, da un punto di vista squisitamente estetico, riesca a richiamare il clima caratteristico delle scenografie di Star Wars, ma nel complesso la sensazione che emerge è quella di una vetrina e nient’altro. È impossibile non menzionare, a tal proposito, che tutti gli edifici dello scenario sono o decorativi o inaccessibili internamente (rabbit hole), con la sola eccezione dei tre lotti sopracitati. Quei pochi punti di interesse coi quali si può interagire (come il negozio di spade laser o il deposito dei droidi) delegano l’esperienza a delle finestre di dialogo, impedendo ai giocatori di vedere cosa accade al loro interno.

The Sims 4 Star Wars: Viaggio a Batuu - Recensione

Gameplay

Seppur consci che non si deve mai giudicare un libro dalla copertina, non abbiamo potuto fare a meno di ricevere la notizia dell’annuncio di Star Wars: Viaggio a Batuu con preventivo scetticismo. Sia chiaro: nessuna ostilità nei confronti di Guerre Stellari, tuttavia la sua affinità col nostro videogioco preferito è senz’altro discutibile per tre motivazioni principali. Queste differiscono dalle cause delle contestazioni a cui abbiamo assistito nell’ultimo periodo, che pure condividiamo in parte.

In primo luogo, la specificità del tema. Una politica di sviluppo avveduta limiterebbe le collaborazioni con altri marchi alle sole collezioni di vestiario e mobilio, mantenendosi invece alla larga dai crossover che prevedono nuova dinamica di gioco. Questo perché il pericolo di dare alla luce progetti di nicchia che vadano a straniare gran parte degli appassionati, come in questo caso, è dietro l’angolo. Al contrario, tematiche di carattere generico affidano ai giocatori la libertà di raccontare le proprie storie a loro piacimento, eventualmente ispirandosi a Franchise esistenti. Per lo stesso motivo è stato saggio, ad esempio, non aver aderito alla narrativa di Harry Potter per introdurre la magia in The Sims 4.

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Secondo, le potenzialità di cui trabocca una saga come Star Wars devono essere per forza di cose ridimensionate dalle logiche inadeguate dei giochi di simulazione. Pensiamo in particolare al sistema di controllo “punta e clicca“, oppure al fatto che non esiste una continuità nell’esecuzione dei movimenti: per compiere un’interazione, un Sim prima si dirige verso la destinazione, dopodiché si ferma e solo dopo esegue l’animazione relativa. Un sistema così concepito pregiudica completamente l’inserimento di dinamiche d’azione, motivo per cui il pack manca di funzionalità nodali di Star Wars come gli scontri terrestri o nello spazio aperto.

In ultimo, la velleità di approfondire un universo tanto vasto come quello di Star Wars in un DLC dalle possibilità ristrette produrrà inevitabilmente un risultato riduttivo ed approssimativo. Riferimenti agli altri pianeti o elementi della serie compaiono a malapena nei titoli dei piatti o in brevi trafiletti sparsi in qua e in là. Per non parlare poi delle innumerevoli caratteristiche che se sono riuscite a ritagliarsi uno spazio è solamente perché sono state significativamente annacquate.

Le preoccupazioni che abbiamo elencato non solo hanno trovato effettivo riscontro alla prova dei fatti, ma la situazione è ancora peggiore di quanto avessimo immaginato.

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Una volta installata l’estensione, procediamo a capire in che modo sia possibile raggiungere Batuu dalla terra. Ben presto viene chiarito che l’avvincente rotta interplanetaria si percorre… aprendo il menu del telefono e prenotando una vacanza come un turista qualsiasi. Non che ci saremmo aspettati di poter prendere parte al viaggio spaziale, ma che quantomeno la partenza passasse dal razzo incluso nel gioco base. Fra l’altro, giunti a destinazione, non ci vengono neanche fornite delucidazioni su come si sia raggiunto il pianeta o come esso sia organizzato. Sappiamo solo, da una finestra di dialogo, che la valuta in uso è il credito galattico, che disponiamo di un inventario separato e che dovremmo cominciare ad ambientarci.

Le lacune comunicative proseguono nel momento in cui si decide di servire una delle fazioni portando a termine le missioni per loro conto. L’unica cosa che si riesce a ricavare è che esistono due parti in lotta per il destino di Batuu: il Primo Ordine, che qui vorrebbe affermare la sua egemonia, e la Resistenza, che si oppone all’organizzazione oppressiva. Nondimeno, in nessuna fase della campagna veniamo a sapere quali siano le cause ed i fini delle azioni del regime, né tanto meno le ragioni che hanno portato alla formazione del presidio della Resistenza. Se non altro, i timori di chi credeva che per giocare sarebbe stata necessaria un po’ di cultura in materia Guerre Stellari si sono rivelati infondati.

A titolo informativo, esiste anche un terzo gruppo che è quello delle Canaglie. Decidere di collaborare con loro, principalmente per ottenere crediti galattici, non influirà sull’immagine che le altre due correnti avranno di noi.

Quanto alle missioni, gli aggettivi che meglio le descrivono sono monotone e tediose. Monotone, perché sebbene gli obiettivi siano abbastanza differenziati, nella pratica la stragrande maggioranza delle interazioni coinvolte condivide le medesime animazioni, e noi finiremo per osservare il nostro Sim eseguire i soliti gesti all’infinito, quando va bene. Quando invece va male, il personaggio si chiuderà dentro una costruzione a noi inaccessibile o partirà con una delle navicelle, lasciandoci in attesa del suo ritorno o al massimo concedendoci di interagire tramite una serie di dialoghi a scelta. Tedioso, perché spesso saremo costretti a fare la spola tra le tre zone dello scenario, sottoponendoci molto spesso ai fastidiosi caricamenti.

C’è un solo aspetto interessante legato alle missioni, ed è l’eventualità di venire sorpresi in zone sensibili o alle prese con attività non autorizzate. Se nello specifico si sta complottando contro il Primo Ordine, al Sim con le mani nel sacco verrà ordinato di identificarsi, e nel caso in cui si accorgano che lavoriamo per la Resistenza ci vedremo costretti ad affrontarli in una rissa. Se sconfitti, verremo arrestati e scortati in una prigione (neanche a dirlo, invisibile internamente) dove saremo detenuti per circa un’ora. Lo stesso può verificarsi anche con le parti invertite, ma senza la reclusione.

Le imprese si dividono in due gruppi: quelle di routine, che ci ricompensano con crediti e reputazione all’interno della fazione, e quelle principali, che in più fanno avanzare gli avvenimenti della campagna. Per facilitare le operazioni possiamo servirci talvolta di strumenti con i quali non possiamo interagire direttamente, ma che quasi sempre si limitano ad ampliare le nostre possibilità di scelta nei dialoghi sopracitati.

L’unica eccezione della categoria è rappresentata dai droidi, i famosi automi che possiamo acquistare al deposito e portarci appresso nelle nostre missioni. Questi sono in grado di rispondere a dei comandi utili come folgorare, distrarre le guardie di pattuglia e violare i pannelli di controllo. Aggiornarli significa incrementare le probabilità di successo delle loro azioni e sbloccarne di nuove. Infine, i diversi chip che si possono installare su di essi permettono di modificare la loro voce e personalità (in tutta onestà non siamo riusciti a comprendere cosa intendano con “personalità”). Tutto sommato questi robot hanno dato prova della loro utilità in più occasioni, anche se è inutile dire che la loro presenza è funzionale esclusivamente al superamento delle imprese.

A proposito di imprese, a conti fatti c’è da chiedersi se valga davvero la pena fare tutto quel lavoro sporco. Accrescere la reputazione nel nostro schieramento ci frutterà in cambio interazioni ed abiti esclusivi, oltre a crediti galattici e componenti per la spada laser. Diversamente, tutte le conseguenze tanto decantate durante la promozione del Game Pack hanno in realtà un impatto quasi nullo sull’esperienza complessiva, a partire dalla narrazione stessa.

La storia infatti appare incompleta a tutti gli effetti, in quanto priva di una risoluzione definitiva. Proprio così: si arriva ad un punto in cui si riesce a sbarazzarsi dei canali informativi della compagine avversaria, e successivamente terminano le missioni principali. Nessuno scontro diretto, nessuna fazione che cade a vantaggio di quella avversaria… sembra quasi che gli avvenimenti si interrompano all’improvviso e senza logica alcuna. Conseguentemente, si deduce che il ruolo dei personaggi della saga qui figuranti (come Kylo Ren) consiste in via esclusiva nell’affidarci missioni.

Quali siano poi le implicazioni che il nostro operato produce sulla vita di Batuu è tuttora un mistero. Gli unici cambiamenti che abbiamo rilevato (non notificati) riguardano unicamente due dettagli: la comparsa di drappi appesi nelle vie dell’Avamposto della Guglia Nera; e una presenza più ingente di soldati assaltatori (nel caso di influenza del Primo Ordine). Nulla di cui davvero dover tenere conto dunque.

Neanche i rapporti tra noi e le varie parti in causa subiscono delle alterazioni rimarchevoli. Scalare i ranghi e radicalizzare la nostra posizione non ci impedirà infatti di girovagare indisturbati in territorio nemico, né di stringere amicizia coi membri della frangia opposta. Per scatenare una reazione ostile da parte di questi dobbiamo selezionare delle interazioni specifiche, e il massimo che può accaderci è quell’arresto temporaneo di cui vi abbiamo parlato sopra.

Concludiamo la recensione con una breve rassegna delle spade laser, forse il simbolo che meglio si associa a Star Wars. Indubbiamente l’aggiunta di espositori, la possibilità di combinare a piacimento le impugnature con i cristalli kyber e l’esistenza di colori diversi possono prendere i Sims collezionisti per la gola. Tuttavia, si tratta dell’unico mordente che quest’arma leggendaria può offrire in The Sims 4, poiché si potrebbero avanzare dei dubbi più che legittimi sulla sua utilità. Pensatela sostanzialmente come a un attrezzo ginnico: è possibile sviluppare l’abilità di forma fisica praticando le uniche due attività ammesse, ovvero addestrarsi e cimentarsi in duelli con altri Sims.

Conclusioni

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